
10 Ottobre, la Giornata Mondiale della Salute Mentale
ASICS, in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale, lo dice con la chiarezza che riconosciamo alle sue ultime campagne: un quarto d’ora di movimento al giorno può farci stare meglio di una settimana in un resort di lusso dall’altra parte del mondo. E non è solo una trovata di marketing spacciata per un’intuizione: è il risultato di una ricerca seria, mirata, piccola ma efficace, coordinata dal ricercatore Brendon Stubbs (King’s College London) che ha visto coinvolte 11.000 persone che avevano fatto un viaggio all’insegna del benessere. I risultati sono chiari, chi ha inserito nella propria routine una “fuga” quotidiana di 15 minuti dedicati al movimento ha riportato un miglioramento del benessere mentale del 21% rispetto alla propria recente vacanza wellness; il 71% ha percepito meno stress, il 65% un umore migliore e il 73% benefici più duraturi.


Una moda che corre più del turismo “normale”
Questa corsa al benessere, spesso in trasferta, negli ultimi dieci anni, ha preso il sopravvento nel mercato dei viaggi: numeri spesso più alti del turismo “standard”, pacchetti sempre più sofisticati, destinazioni esotiche che si riposizionano da un punto di vista del marketing per soddisfare le esigenze, sempre crescenti, di questo nuovo tipo di turista. E chi parte spende decisamente di più. In media, 1.764 dollari per un viaggio internazionale, +41% rispetto a una vacanza tradizionale. Il valore percepito resta alto, ma non sempre i benefici dei trattamenti che facciamo rientrano con noi attraverso la porta di casa e, quando lo fanno, spesso non sopravvivono alla prima riunione del lunedì mattina.
D’altra parte, le persone che cercano esperienze orientate al benessere non sono poche: Euromonitor stima i cosiddetti Wellness Worshippers intorno al 16% dei viaggiatori globali, disposti a pagare un sostanzioso extra per relax, natura, trattamenti, infusi e qualsiasi altra brillante trovata di marketing. Ma i dati parlano chiaro, il bisogno è reale e trasversale. Quello che manca purtroppo a queste esperienze orientate al benessere, spesso, è il ponte con la quotidianità.

Il rovescio della medaglia
ASICS ha ascoltato 11.000 viaggiatori che avevano fatto un “viaggio benessere” nell’ultimo anno: per raggiungere le mete scelte hanno percorso in media 1.920 chilometri. Due su tre (67%) hanno detto che l’effetto “benessere” è svanito appena usciti dal centro in cui si erano sottoposti al trattamento o poco dopo il rientro; per uno su tre (32%) il costo è stato fonte di stress, per uno su quattro (25%) lo è stata la distanza percorsa. Insomma, si parte per alleggerirsi, sia mentalmente che fisicamente, ma a volte si torna con una zavorra di stress accumulato in più.
Quello che funziona: poco, vicino, spesso
Ma quindi? Come facciamo a dedicare del tempo di qualità che sia in grado realmente di migliorare il nostro stato psico fisico? La proposta di ASICS è semplice, quasi imbarazzante se pensiamo a tutto quello che affrontiamo per immergerci in acque solfuree dall’altro capo del mondo: quindici minuti di movimento al giorno, tutti i giorni. Camminata veloce, corsa facile, qualche esercizio di mobilità, un giro in bici: solo ciò che hai a portata di mano. È l’abitudine quotidiana che supera di gran lunga l’evento sporadico, è la goccia che scava la pietra!
Ecco tre idee “pronte all’uso” (pantaloncini, scarpe e via):
- Pausa pranzo (15′). 5′ di camminata veloce, 7′ di corsa facile facile, 3′ di defaticamento.
Obiettivo: rientrare lucidi e ossigenati al lavoro. - Parco sotto casa (15′). 3′ di corsa lenta in salita dolce, 8′ di fartlek 30″ piano 30″ più frizzanti, 4′ di cammino consapevole.
Obiettivo: risvegliare le gambe e la testa. - Sera sulla pedonale (15′). 4′ di esercizi di mobilità dinamica, 8′ di corsa progressiva, dal facile al medio, 3′ di esercizi di respirazione.
Obiettivo: chiudere la giornata senza perdere la voglia di muoversi.
E non è eroismo, eh, è semplice contabilità del benessere. Piccole rate di felicità quotidiana che, sommate, valgono più dell’anticipo versato una volta l’anno per un viaggio wellness dall’altro capo del mondo alla ricerca dello “YOGA GOAT”!

Ma quindi sono inutili questi trattamenti wellness?
Assolutamente no, se vissuti con curiosita, ascolto di se e consapevolezza di ciò che stiamo facendo, ci insegnano pratiche utili, scandiscono dei tempi umani e in qualche modo ci restituiscono la misura della “cura di sé”. Ma la vera differenza la fa il “dopo”. Al rientro, pianifica sette giorni di seguito con 15 minuti da dedicare al movimento: sarà il ponte in grado di trasformare una bella esperienza da album dei ricordi al miglioramento concreto e percepito nella vita di tutti i giorni.

Una nota sulla democratizzazione del benessere
ASICS affida all’attrice e autrice Natasha Rothwell il ruolo di “concierge” simbolica dell’Everyday Escape: un invito a rendere il movimento accessibile e ripetibile, non un lusso per pochi. L’hashtag è #EverydayEscape, l’idea è semplice: condividere la propria fuga quotidiana e trasformarla in un gesto quotidiano, collettivo, alla portata di tutte e tutti. E, a parte la meraviglosa grandezza della Rothwell, da godersi in due stagioni della pluripremiata serie “The White Lotus” prodotta dalla HBO, devo ammettere che il tutto fila bene, funziona alla grande, e ti fa venire veramente voglia di una boccata d’aria fresca dopo una giornata stressante di lavoro!


Riepiloghetto, senza fronzoli
- Il turismo del benessere cresce e costa: +41% di spesa rispetto al turismo tradizionale. Bene per i conti delle attività ricettive, meno per la tenuta dei benefici personali.
- Una fetta importante di viaggiatori (circa il 16%) chiede esperienze rigenerative che portino benefici nella quotidianità: la domanda è vera ma ha bisogno di continuità.
- Quindici minuti al giorno funzionano meglio di una “dose unica” annuale: +21% di miglioramento percettivo sul benessere mentale e benefici più duraturi.
Stasera prova così: Imposta il cronometro del telefono o dello smartwatch a 15:00, esci e lascia che la porta si chiuda dietro di te, senti l’aria che cambia, che ti rinfresca e ti fa respirare e inizia a muoverti. Come ti viene, camminando, corricchiando, ballando, saltellando, esplorando. E domani, fallo di nuovo.
Le fughe migliori sono quelle di cui possiamo concederci il lusso, ogni giorno!
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