
Scatti che corrono: dietro l’obiettivo con Luca Bonanni di Fotoforgo
Se escludiamo la medaglia, probabilmente c’è solo una cosa alla quale un podista amatoriale non rinuncerebbe mai in una gara: le foto.
Perché le foto, quelle belle, non sono solo un ricordo. Sono molto, molto di più. C’è chi le mostra con orgoglio agli amici pubblicandole sui social, chi le stampa e le appende in casa o in ufficio, e chi le sceglie come sfondo del pc o dello smartphone.
Le foto di gara raccontano tutto: la gioia, la sofferenza, la fatica. E quelle al traguardo, con le braccia alzate al cielo (che si abbassano subito dopo per stoppare il Garmin), sembrano gridare forte un: “Ce l’abbiamo fatta anche questa volta!”.
Abbiamo voluto parlarne con Luca Bonanni, fotografo conosciutissimo nel circuito delle gare podistiche laziali e non solo, fondatore di Fotoforgo.



PRIMA ATLETA E POI FOTOGRAFO
Luca, parlaci un po’ di te e di come ti sei appassionato allo sport.
Lo sport è stata la mia passione fin dalle scuole medie, dove ho iniziato la mia “carriera” nell’Atletica Leggera con i Giochi della Gioventù. Ho avuto la fortuna di avere un professore di Educazione Fisica che ci ha portato in giro per tutto il Lazio.
Quella passione mi ha portato a vestire la maglia azzurra assoluta nel 1994 in due occasioni internazionali come decatleta. Ho vinto due Campionati Italiani Promesse e conquistato un terzo posto ai Campionati Italiani Assoluti indoor nell’eptathlon. Da Master ho poi vinto un titolo italiano nel giavellotto come M40.
Poi vari acciacchi e un po’ di pigrizia hanno fermato la mia carriera di atleta.


“VOLEVAMO RIVOLUZIONARE IL “SISTEMA FOTO” DELLE GARE PODISITICHE”
Cosa ti ha spinto a diventare fotografo e come nasce Fotoforgo?
Ho sempre avuto la passione per la fotografia, ma non sportiva. Ho lavorato con vari siti di fotografia, però alcune modalità di pensiero e di svolgimento non le sentivo mie.
Per questo, con il collega Pietro Romano, abbiamo deciso di creare Fotoforgo, cercando di rivoluzionare il sistema foto nel mondo del podismo: coinvolgere il più possibile le organizzazioni delle gare invece di sponsor esterni e creare immagini che lascino il segno.
Non un semplice “punta, scatta, vai a casa e carica”, ma foto che diventino ricordi unici.
Non corriamo a casa per caricarle online: tutte le immagini vengono ricontrollate e lavorate. È una forma di rispetto per il nostro lavoro e per tutti i runner che partecipano alle gare.
Catturare i momenti migliori non è facile, soprattutto nelle gare molto partecipate. Vorresti fotografare tutti, magari anche un amico, e non sempre ci riesci. Ma quando succede, è una grandissima soddisfazione.
#SORRISOCONTAGIOSO
C’è una foto che ti ha emozionato più di altre?
Ho due figli: Simone, che ha praticato atletica leggera, e Federico, che oggi è tra i più forti saltatori con l’asta in Italia.
Fotografare loro mi ha sempre emozionato tantissimo… forse anche troppo. Tanto che non sempre sono riuscito a fare buone foto: l’emozione a volte gioca brutti scherzi.
Ci racconti un aneddoto?
Negli anni è nata una bella amicizia con Paolo e Sara Vargetto. Io ho coniato per lei l’hashtag #sorrisocontagioso.
In ogni gara in cui sono presenti, cerco sempre di catturare lo splendido sorriso di Sara. In una gara, al passaggio a Piazza Venezia, li ho visti ma erano nel caos più assoluto e mi sono sfuggiti.
Ho corso per più di 100 metri per raggiungerli e superarli, pur di portarmi a casa uno scatto unico di cui vado ancora fiero.

“NEI TRAIL UNISCO LA PASSIONE PER SPORT, NATURA E FOTOGRAFIA”
C’è una gara alla quale sei particolarmente legato e che consigli di fare?
Preferisco le gare che regalano angoli particolari da fotografare. Per questo amo molto i trail, dove la passione per la fotografia si sposa con il mio amore per la natura.
Grazie a Fotoforgo ho scoperto paesi bellissimi e accoglienti nel Lazio, ma anche in Abruzzo e Umbria, dove abbiamo realizzato servizi in luoghi davvero splendidi.
Sono tutte gare del cuore, ma la mia preferita resta l’Ultra Maratona del Gran Sasso.
Fai questo lavoro da una decina d’anni: cosa è cambiato nel mondo della corsa?
È aumentato in modo esponenziale il numero delle gare. Per il resto, il movimento mi sembra più o meno lo stesso, con le solite lamentele e i soliti pregi raccontati dai runner.
Per il futuro vorrei vedere sempre più percorsi chiusi al traffico: secondo me è su questo che le organizzazioni dovrebbero puntare per attirare iscritti.
Che consigli dai a chi vuole diventare fotografo sportivo?
Le doti fondamentali sono almeno due: amare la fotografia a 360 gradi e non essere il “fotografo scappato di casa” che esce solo il sabato o la domenica per l’evento sportivo.
Bisogna anche amare lo sport. Se lo ami e lo hai praticato, sai cosa cercare in uno scatto, sia dal punto di vista tecnico sia da quello emozionale.
Consiglio di fare tanta esperienza sul campo, di non essere statici e di sperimentare il più possibile, magari affiancandosi a professionisti di valore. Non bisogna avere fretta e bisogna imparare a riguardare le proprie foto, scegliendo con attenzione.
Per offrire un buon servizio non si può restare fermi: serve un buon passo per spostarsi velocemente, anche per molti chilometri, soprattutto nei trail e negli ultra trail, dove si percorrono distanze importanti con dislivello.
Serve anche etica: mi è capitato, e spero mi capiti il meno possibile, di abbassare la reflex quando ho capito che un atleta stava per cadere. Non mi piace fotografare le persone in quei momenti.

SE NON IMPALLATE GLI ALTRI IL FOTOGRAFO NON SI ARRABBIERA’
Cosa deve fare un runner per non far arrabbiare un fotografo? E come si ottiene uno scatto “da pro”?
Molti hanno il vizio di spostarsi davanti all’obiettivo, impallando gli altri concorrenti. È una cosa che non gradisco. Altri chiedono la foto senza rendersi conto che, con lo zoom, spesso ho già scattato senza che se ne accorgessero.
Ci sono comportamenti poco educati che non mi piace vivere.
Di norma un fotografo si posiziona nella parte più aperta del percorso, mai troppo vicino a recinzioni o muri. Per avere “la foto perfetta” studiate bene il percorso e non chiudetevi nei gruppi.
Correte da soli o allineati con un bel gruppo di amici: sarete sicuramente soddisfatti del risultato.
Come possono i runner sostenere Fotoforgo?
Chi vuole e ha piacere di sostenerci può effettuare una donazione tramite il link PayPal disponibile sui nostri canali (e che trovate anche qui ndr).
NON SOLO UN RICORDO, MA MOLTO DI PIU’
Siamo migliaia ad essere stati fotografati da Luca e da Fotoforgo e a me è capitato tante volte. La mia foto preferita è quella scattata all’Ultramatatona del Gran Sasso del 2025 ma ne conservo a dozzine e rivederle mi fa tornare in mente tutta la gioia e l’emozione provata nelle gare.
Perché alla fine una gara si corre con le gambe, ma si rivive con uno scatto. E quando dietro l’obiettivo c’è qualcuno che ama lo sport tanto quanto chi corre, la differenza si vede. Eccome se si vede.

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