
Le big 6 diventano 7 e conquistano il mondo!
Il 31 agosto 2025 il sipario si alza su una novità storica: la Sydney Marathon entra ufficialmente nel prestigioso circuito delle Abbott World Marathon Majors.
Per chi non mastica gerghi da maratoneta, parliamo del club esclusivo che raccoglie le sei gare più iconiche al mondo (Tokyo, Boston, Londra, Berlino, Chicago e New York). Ora le “magnifiche sei” diventano sette, con l’arrivo della prima Major dell’emisfero sud.

Un riconoscimento che Sydney si è guadagnata passo dopo passo, con un percorso mozzafiato che attraversa il celebre Harbour Bridge e si conclude davanti alla Sydney Opera House: insomma, correre qui significa immergersi non solo nel proprio personalissimo viaggio emotivo e fisico ma anche attraversare una serie di cartoline strepitose che diventeranno inevitabilmente memorabilie di questo viaggio!
Un viaggio lungo vent’anni
La Sydney Marathon nasce nel 2001, come eredità dei Giochi Olimpici del 2000. Negli anni è cresciuta a ritmi impressionanti, da poche migliaia di runner a oltre 20.000 finisher nel 2024, fino ai 35.000 attesi per il 2025.
Il salto da corsa locale a evento globale è stato premiato con la “patente” di World Athletics Platinum Label, il massimo riconoscimento per una gara di livello internazionale. E ora, con lo sponsor ASICS in prima linea e una città intera pronta a farle da palcoscenico, la Sydney Marathon diventa un nuovo punto di riferimento per chi sogna di completare il percorso delle Major.


LO SAPEVI CHE…?
Il circuito delle Abbott World Marathon Majors è stato creato nel 2006 con un obiettivo chiaro: unire le più grandi maratone del mondo in una sorta di campionato globale.
All’inizio erano cinque: Boston, Londra, Berlino, Chicago e New York. Nel 2013 è arrivata Tokyo, che ha portato l’Asia nel club. E ora è Sydney ad alzare la mano, portando per la prima volta l’Oceania tra le grandi.
In pratica, un viaggio che attraversa i cinque continenti… a colpi di 42,195 km.
Ma Sydney non solo una “maratona”
Sydney non è solo il traguardo perfetto per i maratoneti… È una città viva, solare e spettacolare: il suo porto è tra i più fotografati al mondo, Bondi Beach è un’icona per surfisti e runner, e i quartieri multiculturali offrono un mix unico di energie e sapori. Correre qui significa anche vivere un’esperienza culturale e turistica indimenticabile, quindi il nostro consiglio è di usare qualche giorno di ferie in più da dedicare alle meraviglie di questa città!

Non tutti arriveremo a Sydney, ok. Ma l’idea che una maratona possa trasformare una città in un crocevia mondiale di sport e cultura è già di per sé affascinante.
E poi diciamocelo, se esistono runner disposti a farsi sei Major solo per una medaglia grande come un piatto da pizza, quanti inizieranno a sognare anche il passaporto timbrato “Australia”?
Magari tra un PB e un selfie davanti all’Opera House, qualcuno troverà pure l’amore… perché alla fine, le Major sono anche questo: storie da raccontare, molto più lunghe di 42 km.
RIMANI NEL LOOP
Iscriviti ad un'altra newsletter,
ma questa è meglio.
Lascia un commento
Tre secondi tra Lauren Gregory e Naomi Lang all’OCC, un italiano di quarantadue anni che vince la CCC, il tris storico di Blandine L’Hirondel all’UTMB. Ma la settimana di Chamonix racconta anche altro, cioè uno sport che sta uscendo dall’adolescenza e non lo sa ancora.
Dietro ogni foto di gara c’è molto più di un semplice scatto: c’è la capacità di raccontare emozioni, fatica e traguardi personali. In questa intervista Luca Bonanni, ex azzurro di decathlon e fondatore di Fotoforgo, ripercorre il suo passaggio dall’atletica alla fotografia sportiva, spiegando come nasce il desiderio di trasformare le immagini podistiche in ricordi unici e curati, lontani dalla logica del “punta e scatta”. Attraverso aneddoti personali, gare del cuore come l’Ultra Maratona del Gran Sasso e riflessioni sull’evoluzione del movimento podistico, emerge una visione fatta di passione, etica e rispetto per gli atleti. Un racconto che svela cosa significa stare dietro l’obiettivo quando si ama lo sport tanto quanto chi lo pratica.
“Aò, buon anno… e ci vediamo alla Miguel, giusto?” A Roma le feste funzionano così. Tra un brindisi e un panettone, a gennaio c’è un appuntamento fisso per chiunque abbia mai infilato un paio di scarpe da corsa: la Corsa di Miguel. E, sappiatelo, non è solo una gara, è quasi un rito.
Con l’apertura delle candidature ASICS FrontRunner 2026, torna una delle community running più inclusive al mondo. ASICS FrontRunner non è un team élite, ma una rete globale che riunisce oltre 600 runner in più di 30 Paesi, uniti dal principio Sound Mind Sound Body. In questa intervista, Alessia Sergon, Community Manager Team Italia, racconta chi può candidarsi, quali sono le date ufficiali delle application e cosa rende davvero unica questa esperienza



