
Ritornano le HypER 5, o meglio, continuano! Il 18 ottobre inizia ufficialmente il secondo giro.
Ma che cos’è esattamente il circuito HypER 5?
HypER 5: il circuito in stile Major dell’Emilia-Romagna
L’espansione del fenomeno running a livello globale negli ultimi anni è stata qualcosa di incredibile, perfino per gli addetti ai lavori.
La maratona è diventata la nuova “conquista” da raggiungere, sia per i più giovani che per i meno giovani, anche grazie all’enorme cassa di risonanza dei social network.
Richiamando il prestigioso circuito delle World Marathon Majors (New York, Chicago, Boston, Berlino, Londra, Tokyo, la recentissima Sydney e Città del Capo, che entrerà ufficialmente nel 2027, con Shanghai in corsa per diventare la nona tappa), le maratone dell’Emilia-Romagna hanno deciso di far squadra e creare un proprio circuito unico, con tanto di medaglione finale.

Le cinque maratone più importanti della regione (Parma, Reggio Emilia, Ravenna, Bologna e Rimini) si sono unite in questo progetto che si propone di coniugare sport, cultura e turismo, rivolgendosi sia ai runner italiani sia ai tantissimi podisti stranieri.
La Food e Motor Valley è un grande richiamo in Europa e nel mondo: nell’ultima edizione di Bologna erano rappresentati oltre 70 Paesi differenti.
Abbiamo intervistato Benedetta Gagna, responsabile della Maratona di Ravenna e co-ideatrice del progetto, per capire i punti di forza e le sfide organizzative di questa iniziativa.
L’intervista a Benedetta Gagna
Come è nata l’idea di HypER 5?
«L’idea è nata, come spesso accade, osservando ciò che avviene all’estero. In questi anni la promozione delle maratone emiliano-romagnole stava dando i risultati sperati e, prendendo spunto da progetti simili, abbiamo iniziato a chiederci come poter fare un passo in più. In Italia un tentativo analogo era stato avviato nel Veneto, senza però avere continuità. Noi siamo riusciti a concretizzarlo grazie al sostegno della Regione Emilia-Romagna, che ha creduto fin da subito nel progetto. L’obiettivo è promuovere ancora di più il territorio, integrando l’offerta sportiva con quella turistica: dai siti UNESCO alle testimonianze rinascimentali, dalla Motor Valley al food, fino ai borghi dell’entroterra e ai castelli storici. Mettere tutto questo in rete attraverso le nostre maratone ci è sembrato naturale».
Le Major internazionali sono state una fonte di ispirazione?
«C’è sempre da imparare dai grandi, soprattutto da realtà dotate di strutture e budget importanti. Ma più che dalle Major, che oggi rappresentano un livello non paragonabile per motivi organizzativi ed economici, abbiamo preso ispirazione dalle SuperHalfs: sei mezze maratone internazionali (Lisbona, Praga, Berlino, Copenaghen, Cardiff e Valencia) che hanno dato vita a un format molto simile alla nostra idea. Viaggiando e partecipando ad eventi in giro per il mondo si trovano sempre spunti preziosi. È da lì che nasce la visione di HypER 5».
Quali sono state le difficoltà maggiori nel mettere in piedi un progetto di questa portata?
«Si potrebbe pensare che i passaggi burocratici siano stati i più complessi; invece, grazie al pieno sostegno della Regione Emilia-Romagna, le richieste formali sono state un aspetto impegnativo ma assolutamente gestibile. La vera sfida è stata trovare una sintesi tra cinque manifestazioni molto diverse. Ogni città ha le proprie tradizioni, il proprio stile organizzativo e il proprio modo di lavorare. Da Bologna a Rimini, passando per Ravenna, Parma e Reggio Emilia, ciascuno ha dovuto trovare un equilibrio con gli altri. È stato un percorso di confronto e allineamento reciproco ma, grazie all’entusiasmo e al buon senso di tutti, ci siamo riusciti».
Vista la nota e amichevole “faida” tra Emilia e Romagna, è stato difficile mettere d’accordo tutti?
«Come detto, abbiamo dovuto trovare un equilibrio tra metodi di lavoro differenti, ma non c’è mai stata vera rivalità tra di noi. Le battute, quelle sì, non sono mai mancate (soprattutto sul piano enogastronomico) e speriamo non manchino mai! Ogni riunione inizia e finisce con discussioni su quale sia la vera eccellenza: tortellini o cappelletti? Meglio la piadina, l’erbazzone, il Parmigiano, la tigella, il prosciutto o lo gnocco fritto? La vera sfida è lì, tra Lambrusco e Sangiovese. Poi… diciamocelo: da romagnola acquisita non posso non ricordare che il passatello in brodo non teme rivali! Sono scherzi che aiutano a lavorare bene insieme, non certo ostacoli».
Avete già in mente un progetto analogo dedicato alle mezze maratone?
«Non per ora. Dobbiamo prima consolidare HypER 5. È una sfida importante, bella e impegnativa che vogliamo portare a termine con la massima attenzione. Al momento tutte le nostre energie sono concentrate qui».
Avete già notato un incremento delle iscrizioni da parte di atleti esteri grazie a questo progetto?
«Tenendo presente che finora, dopo la presentazione ufficiale, si sono svolte solo le maratone di Parma e di Ravenna, i dati in nostro possesso ci danno ampiamente ragione. Sono già quasi 1.600 gli iscritti a HypER 5: un numero altissimo in così poco tempo, che nessuno si sarebbe aspettato. Ne siamo felicissimi. Inoltre, sono già 434 le persone che hanno portato a termine almeno una gara. Se il buongiorno si vede dal mattino, ci aspettiamo risultati straordinari».
L’obiettivo rimane quindi quello di attrarre sempre più runner da vari Paesi?
«Lavoriamo da sempre per attrarre partecipanti, visitatori, atleti e famiglie dall’estero. Con il progetto Maratone Emilia-Romagna sono ormai cinque anni che partecipiamo stabilmente a fiere e manifestazioni internazionali, promuovendo le nostre gare come veri e propri prodotti turistici. Crediamo fortemente nel turismo sportivo e nelle maratone come motore di sviluppo per il territorio. HypER 5 è un tassello fondamentale di questa strategia e continueremo a investirci per renderlo sempre più attrattivo».

Come funziona il circuito HypER 5

Registrandosi sulla piattaforma maratonemiliaromagna.it gli atleti ottengono un passaporto digitale che viene vidimato dopo ogni gara completata.
C’è tempo cinque anni, fino ad aprile 2030, per portare a termine tutte e cinque le maratone del circuito. Una volta raggiunto il traguardo finale, si riceve la medaglia celebrativa recante i simboli delle cinque manifestazioni e il proprio nome viene inserito nella *Hall of Fame* ufficiale del progetto.

Il mio percorso: la conquista del medaglione
L’ufficialità del progetto è stata annunciata due settimane prima della Maratona di Parma del 2025, alla quale ero inizialmente iscritto per la 32 km. Una volta venuto a conoscenza dell’iniziativa, ho deciso subito di cambiare distanza e puntare alla conquista del medaglione, con l’intenzione di completare tutte e cinque le tappe d’un fiato al primo giro.


Parma: Conquisto la prima tappa nella terra del Parmigiano.
Ravenna: La seconda tappa, quella designata per cercare il personale, essendo probabilmente la più veloce delle cinque. Il PB arriva, ma non c’è molto tempo per riposare perché tocca subito a Reggio Emilia (con in mezzo anche la Maratona di Firenze, ma questa è un’altra storia!).
Reggio Emilia: Chiude il 2025 con un perfetto 3/3 portato a casa.
Bologna: La quarta tappa è quella di casa, già corsa tre volte in precedenza e a cui sono profondamente legato (nel 2023 è stata la mia prima *Regina*).
Rimini: Il gran finale! Il caldo estenuante ha messo a dura prova molti atleti, me compreso, ma il medaglione era lì ad aspettarmi al traguardo.
E adesso?
Abbiamo chiuso il primo “giro” in 22 atleti. Ad oggi il progetto vanta più di 2.400 iscritti e proprio oggi, a Parma, in tantissimi conquistano il loro medaglione (tra cui SARACHECORRE), mentre io do ufficialmente il via al mio secondo giro!

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