Glossario ironico del Podista
E di tutti gli strani termini che girano dentro questo fantastico universo!
La premessa è d’obbligo, questo non è un dizionario scientifico, non è il Devoto-Oli della corsa e non è nemmeno un manuale scientifico travestito da diario delle Giovani Marmotte! Quello che state per leggere è un glossario ironico, scritto da runner per altri runner, in cui ogni voce racconta una parola del nostro mondo come la viviamo davvero, fuori dalle definizioni tecniche e dai concetti canonici.
Lo abbiamo costruito poco a poco, insieme, scegliendo le parole che ricorrono nelle nostre chat di gruppo, nei post-gara, nelle conversazioni al pub dopo il lungo della domenica. Alcune sono tecniche, altre gergali, altre ancora le abbiamo ridefinite noi mentre ne discutevamo. Tutte hanno una cosa in comune: chi corre le riconosce subito, e di solito sorride…
Le definizioni sono divise in tre famiglie, Running, Trail Running, Trekking & Outdoor, perché correre su strada, sui sentieri o camminare in montagna sono mondi che si toccano ma non si sovrappongono mai del tutto. Alcuni termini stanno comodi in più di una famiglia e in quel caso abbiamo scelto la categoria in cui ci sembravano più “a casa”.
Buona lettura, e se trovate una parola che secondo voi manca, scriveteci a info@larivistadelpodista.it il glossario è un cantiere aperto, ed è bello così!
Il Glossario Ironico del Podista
ANDATURA (sost. femminile) — La velocità a cui dici di correre quando qualcuno te lo chiede al bar. Quella vera, di solito, è un’altra ed è più lenta di qualche secondo. Diciamocelo.
BRICK (sost. maschile) — Allenamento bici+corsa fatto di seguito. Inventato da chi pensava che soffrire in un solo sport fosse un’occasione sprecata.
CADENZA (sost. femminile) — Numero di passi al minuto. Tutti dichiarano i 180. In pochissimi li hanno davvero. Ma quanto è bello illudersi di averli?! Daje.
CARBON PLATE (loc. femminile) — Lamina di carbonio infilata nella suola della scarpa. Promette di farti volare. Mantiene la promessa solo se già di tuo vai forte!
CHIP (sost. maschile) — Microtransponder che cronometra la gara. L’unica intelligenza artificiale capace di farti più male di un crampo. Ed è sempre in disaccordo col tuo smartwatch, fattene una ragione.
CORSA LENTA (loc. femminile) — Andatura facile, quella che “dovresti” tenere per allenarti meglio. In pratica parti piano, ti senti un fenomeno e dopo 2 km acceleri senza alcun motivo, e a fine giro guardi l’orologio ed è personal best! Famose a capì: corremo da anni ma sta CL non ci entra proprio nelle gambe.
CRAMPO (sost. maschile) — Avviso, generalmente del polpaccio, che chiede gentilmente di smettere. Arriva sempre nel momento meno opportuno. Al semaforo, in salita, davanti a quella o quello che ti stava guardando e che volevi impressionare.
CROSS-TRAINING (sost. maschile) — Qualunque attività che non sia correre, fatta con un occhio sempre puntato verso chi corre. Si soffre lo stesso, ma con del rancore in più.
DNF (sost. maschile, sigla) — Did Not Finish. Le tre lettere che fanno più paura dell’anatema che uccide [cit.]. Non sempre evitabili, mai del tutto digeribili, comunque sempre formative. Capita a tutti.
DOMS (sost. maschile, sigla) — Delayed Onset Muscle Soreness. In italiano, il conto che il tuo lungo della domenica ti presenta puntuale martedì mattina, mentre scendi le scale come Pinocchio e ignorantemente esclami “maledetto acido lattico”.
DROP (sost. maschile) — Differenza in millimetri tra tallone e punta della scarpa. Argomento su cui i runner litigano in chat di gruppo come se ne andasse la salvezza dell’universo. Chiaramente poi tutti al bar eh.
ENDURANCE (sost. femminile) — Capacità di resistere a lungo. Vale per l’allenamento, per la gara e per la relazione con chi non corre e ti chiede ogni domenica perché lo fai.
FARTLEK (sost. maschile) — Parola svedese che fa ridere chiunque non corra e fa piangere chiunque la stia praticando. Si traduce con “gioco di velocità”, il più grande eufemismo della storia dello sport.
FINISHER (agg.) — Chi taglia il traguardo. Categoria a cui appartieni nove volte su dieci e che continui a celebrare ogni volta come fosse la prima. E fai bene.
FOAM ROLLER (loc. maschile) — Cilindro di materiale schiumoso morbido. Strumento di tortura medievale rebrandizzato come accessorio wellness. Funziona, però. Maledizione.
FONDO LENTO (loc. maschile) — Allenamento a passo facile. La cosa più difficile del piano settimanale, perché “lento” è un concetto che il tuo orgoglio rifiuta di accettare. Diciamocelo, ultimamente è anche fonte di grandi conflitti nel mondo del running.
GEL (sost. maschile) — Bustina di zuccheri e altra roba di consistenza dubbia. Al km 30 sa di nettare degli dèi. Al km 32 potrebbe trasformarsi in una fitta dolorosissima, sia per l’orgoglio che per la pancia.
GPS (sost. maschile) — Sistema satellitare. In città non funziona. In montagna nemmeno. Sotto un albero si arrende proprio. Senza, però, non si esce di casa mai, eh.
INTERVAL TRAINING (loc. maschile) — Alternanza tra sforzo intenso e recupero. Il recupero finisce sempre tre secondi prima di quanto il tuo respiro avesse pianificato. SEMPRE.
LATTATO (sost. maschile) — Sostanza prodotta dai muscoli sotto sforzo. Per anni gli abbiamo dato la colpa di tutto. Poi la scienza ha cambiato idea. Noi continuiamo lo stesso, perché ormai ci siamo affezionati.
LSD (sost. maschile, sigla) — Long Slow Distance. Sigla che a ogni cena di non-runner genera lo stesso, identico, prevedibile equivoco. Anche se qualcosa di lisergico secondo noi ce l’ha lo stesso.
LUNGO (sost. maschile) — L’allenamento del weekend, quello che ti porta via la mattina della domenica e ti restituisce a casa con una fame da pranzo di Pasqua e una pace mentale che dura fino a martedì. Di norma, sopra i 18, è lungo.
MARATONA (sost. femminile) — 42,195 km. Distanza considerevole, anche in motorino eh, che cambia profondamente chi la corre. Anche solo per cinque ore e spicci. N.b.: NO, non c’è solo quella di New York.
MEDAGLIA (sost. femminile) — Pezzo di metallo appeso a un nastro. Dopo la gara sembra pesare tonnellate al collo, eppure è capace di farci sentire leggerissimi quando la vediamo appesa qualche giorno dopo.
MEZZA (sost. femminile) — Mezza maratona, 21,097 km. La distanza più democratica del running. Abbastanza lunga per essere un’impresa, abbastanza corta per non rovinarti la domenica. Daje!
MURO (sost. maschile) — Non si supera, si attraversa, ma solo dopo averci sbattuto la faccia sopra. Fa male eh, ma dall’altra parte sei un’altra persona. Alcuni dicono che si trovi al 30esimo km della maratona, ma c’è chi giura di averlo trovato al terzo di una 10 km.
NEGATIVE SPLIT (loc. maschile) — Strategia di gara riassumibile così, seconda metà più veloce della prima. In teoria perfetta. In pratica non è quasi mai riuscita a nessun amatore.
PACER (sost. maschile/femminile) — Runner che mantiene un’andatura costante per portare gli altri all’arrivo nel tempo previsto. Eroe silenzioso. Quasi mai ringraziato. Spesso seguito come un cucciolo d’oca segue la mamma.
PB (sost. maschile, sigla) — Personal Best. Diciamocelo, l’unico record che ti interessa davvero. E anche l’unico che, quando lo batti, non fa notizia per nessuno tranne che per te. Ma comunque Daje.
PETTORALE (sost. maschile) — Numero che ti assegnano in gara. Li conservi tutti, anche di quelle andate male, e quando li riguardi ti ricordi tutto in un secondo. La temperatura, il gel sbagliato, la persona che avevi accanto durante la fila per i bagni.
PLANTARE (sost. maschile) — Soletta correttiva. La compri perché te l’ha consigliata uno. La porti per due mesi. Poi ti scordi di spostarla da una scarpa all’altra e chi s’è visto s’è visto.
RECUPERO ATTIVO (loc. maschile) — Concetto teorico secondo cui muoversi piano dopo un esercizio ad alta intensità fa recuperare meglio. Approvato da tutti, praticato da nessuno.
RUNNER’S HIGH (loc. maschile) — Stato di benessere euforico durante la corsa. Ci sono svariate testimonianze della sua esistenza. Tuttavia arriva quando non lo cerchi e mai quando ne hai bisogno.
SCARPA INTERMEDIA (loc. femminile) — Quella che usi per quasi tutti gli allenamenti. La meno chiacchierata e la più importante. Una specie di compagna di vita, però con la suola in mescola strana e il costo di un weekend all’estero.
SOGLIA (sost. femminile) — Quel passo, velocità, andatura, a cui il discorso interiore passa da “ahò, ammazza quanto vado bene” a “ma chi me l’ha fatto fare, maledetto me”.
SPLIT (sost. maschile) — Tempo parziale di un singolo chilometro. Lo guardi mille volte, in gara, in allenamento, pure al supermercato, ma è sempre quello e non ti consolerà mai.
SUPERCOMPENSAZIONE (sost. femminile) — Principio fisiologico secondo cui dopo un grande sforzo il corpo diventa più forte. Vale per l’allenamento, per le gare e, diciamocelo, soprattutto per le gare in cui alla fine hai pianto.
TAPER (sost. maschile) — Le settimane prima della gara in cui riduci i km e ti convinci di aver perso ogni capacità atletica. Ti senti fuori forma, lento, infortunato e pure ormai finito. Niente di nuovo quindi.
TEMPO RUN (loc. maschile) — Allenamento a ritmo medio sostenuto. Si chiama “tempo run” perché “corsa che fa male ma non malissimo” era troppo lungo da scrivere sul Garmin.
VO2MAX (sost. maschile) — Massimo consumo di ossigeno. Dato che il tuo orologio stima dopo aver incrociato pure la posizione della Luna in Venere e che tu prendi moooolto sul serio, più delle ultime analisi del sangue.
ZONA 2 (loc. femminile) — Intensità aerobica bassa. La zona di cui tutti parlano e in cui pochi riescono davvero a restare senza guardare l’orologio ogni trenta secondi tirando giù i calendari. Diciamocelo.
BIBERON (sost. maschile, trail) — Borraccia morbida da zaino. Si chiama così perché in salita al km 28 la stringi tra i denti con la disperazione di un neonato a digiuno da due ore.
CUT-OFF (sost. maschile, ultra/trail) — Il tempo massimo per passare un check-point. Quel numero che guardi sull’orologio ogni 5 minuti negli ultimi venti chilometri, pregando che almeno la matematica sia dalla tua parte.
DISLIVELLO POSITIVO (loc. maschile, trail) — I metri di salita totale di un percorso. Lo leggi prima della gara e ti penti dell’iscrizione. Lo leggi a gara finita e ti senti orgoglioso come un bambino con un Lego da mille pezzi montato in mano.
DROP BAG (loc. femminile, ultra) — La sacca con i tuoi rifornimenti che lasci a un check-point intermedio. Contiene sempre cose che ti sembrano essenziali al mattino e ridicole al km 80.
FKT (sost. maschile, sigla — trail/ultra) — Fastest Known Time. Il record non ufficiale su un percorso. È il modo gentile in cui gli ultrarunner dicono ai runner “tranquillo, tieniti il cronometro, qui ci penso io”.
FONTANELLA (sost. femminile) — Punto di rifornimento idrico naturale lungo il percorso. Negli allenamenti urbani vale oro. Nei trail, quando ne trovi una a sorpresa, è una piccola epifania.
ITRA (sost. maschile, sigla — trail) — International Trail Running Association. Assegna punteggi come se non ci fosse un domani e fa sembrare il trail running una specie di videogioco con i livelli sbloccabili. E un po’ lo è.
RIFUGIO (sost. maschile, trail/outdoor) — Punto di ristoro in quota. Arrivi distrutto, mangi una cosa che a casa non guarderesti nemmeno, e mentre sei lì giuri che è il pasto più buono della tua vita.
SEZIONE TECNICA (loc. femminile, trail) — Tratto del percorso con radici, pietre, fango e dislivello cattivo. La parte in cui non ti importa più del cronometro, ma quello che veramente conta è non finire a faccia in giù.
TRAIL (sost. maschile) — Corsa fuori strada. Si distingue dal running per due cose, i panorami che ti ripagano della fatica che fai e la fatica che ti costano quei bellissimi panorami. Ça va sans dire.
ULTRA (sost. femminile, ultra) — Qualunque distanza superiore alla maratona. Categoria di persone che alla domanda “perché?” rispondono sempre “perché sì”. E alla fine, mettila come vuoi, hanno ragione loro.
UTMB (sost. femminile, sigla — ultra) — Ultra-Trail du Mont-Blanc. La gara che gli ultrarunner sognano da quando hanno comprato il primo paio di scarpe da trail. Per qualcuno è vita. Per qualcun altro lo diventa. Per tutti gli altri, un grande spettacolo.
VERT (sost. maschile, trail) — Abbreviazione di “vertical”, cioè il dislivello positivo. Termine che gli ultrarunner usano per dire “sono salito tanto” senza dover dichiarare quanto. Volponi!
ABBIGLIAMENTO A CIPOLLA / LAYERING (loc. maschile, outdoor) — Strategia vestimentaria fatta di strati che aggiungi e togli ogni dieci minuti, convinto ogni volta di aver trovato l’equilibrio perfetto. Parti con il freddo, dopo cinque minuti hai caldo, dopo dieci ti fermi a spogliarti, dopo venti hai di nuovo freddo, e poi ecco che ritornano le vampate e, proprio come quando sbucci la cipolla, ti ritrovi a piangere senza motivo. Alla fine passi più tempo a gestire i vestiti che a goderti il giro. Però oh, funziona!
BIVACCO (sost. maschile, outdoor) — Posto che quando lo vedi è un miraggio, un po’ come i bambini la mattina di Natale alla visione dei regali. Di giorno lo vedi e pensi: birretta per reintegrare?! La sera invece ti senti un esploratore, ma alle tre di notte non capisci più se hai freddo o dignità, però all’alba rifaresti tutto. Sempre.
BIVY (sost. maschile, ultra/outdoor) — Sacco-tenda monoposto per chi si ferma a dormire dove capita. Letto più scomodo del mondo, vista più bella del mondo. Pari e patta.
CANALONE (sost. maschile, outdoor) — Incisione ripida tra le montagne, piena di sassi, ghiaia e decisioni discutibili. In salita lo affronti piegato in avanti come se stessi spingendo il mondo. In discesa scopri nuovi modi di frenare che non sapevi di conoscere. Sempre con quel leggero dubbio che, se parti, non ti fermi più, e ‘do vai a finì non lo sai nemmeno te!
FASTPACKING (sost. maschile, trail/outdoor) — Trekking corso, con zaino leggero, su distanze di più giorni. Per chi pensa che camminare in montagna sia una bella idea, ma pure corricchiarci non è mica male.
FORCELLA (sost. femminile, outdoor) — Valico tra due versanti, spesso più ventoso del previsto e sempre più faticoso di quanto sembrasse sulla cartina. È il punto in cui ti dici “ok, da qui è tutta discesa” e invece scopri che la discesa ha opinioni diverse. Quando la raggiungi sei felice. Quando la lasci, un po’ meno. Ma sai che c’è? Va bene così, alla fine sai che la trovi sempre quindi diventa un po’ una certezza della tua vita.
SCARPONI (sost. maschile/femminile, outdoor) — Le calzature “serie”, quelle che promettono stabilità, grip e caviglie salve. Le compri convinto di aver risolto tutto, poi però scopri che vanno domate, capite, rodate. All’inizio non vanno tanto d’accordo con i tuoi piedi, poco dopo diventano casa, e quando finalmente so’ perfette ecco che devi cambiarle e ricominciare da capo: #mainagioia!
SENTIERO CAI (loc. maschile, outdoor) — Percorso segnato dal Club Alpino Italiano, riconoscibile da segnavia bianco-rossi che all’inizio segui con sicurezza, e dopo un po’ inizi a cercare con l’ansia di un investigatore che Sherlock Holmes levate proprio! Quando li perdi, è sempre “un attimo” che diventa mezz’ora. Quando li trovi, invece, sono tipo aver visto una fontana nel deserto, famose a capì.



