
Edizione epica tra meteo inclemente e nuovo record del percorso!
C’è una scena che non stanca mai: il centro di Chamonix che esplode in applausi, i campanacci che scandiscono il tempo, l’aria fresca di fine agosto sempre ristoratrice e un arco d’arrivo che, per chi ci passa sotto, rappresenta un traguardo che vale molto più di quanto si possa immaginare.
Ecco quest’anno, la scena è andata in onda con un copione d’autore: Tom Evans vince l’UTMB, Ben Dhiman è secondo e Josh Wade conquista un terzo posto di sostanza e maturità. Tre storie diverse, un unico filo conduttore fatto di talento, gestione e la testarda bellezza di una gara che premia chi sa soffrire con intelligenza.

Ma partiamo dalla gara (e di un meteo letteralmente “da Mont-Blanc”)
Tom Evans ha tagliato il traguardo con un IMPRESSIONANTE 19:18:58, davanti a Dhiman (19:51:37) e a Wade (20:05:06). Una corsa segnata da pioggia, neve e vento: condizioni che hanno imposto modifiche al tracciato originale (nuovo record da capire bene come verrà valutato) e una gestione “di testa” che si è resa ancora più necessaria visto il delirio al quale gli atleti sono andati incontro. Evans ha costruito la vittoria con il classico pragmatismo britannico unito, diciamocelo, ad un talento fuori dal comune, ma Dhiman ha tenuto botta, soprattutto quando la notte si è fatta lunga e l’intelligenza nella gestione della fatica è stata fondamentale, Wade ha interpretato la gara con estrema lucidità, salendo sul podio con la naturalezza di chi si è preparato per mesi con grande costanza e dedizione a questo gargantuesco appuntamento.
E se i numeri fotografano l’arrivo, l’atmosfera resta comunque quella magica di sempre: un anello di 176 km intorno al massiccio del Monte Bianco che attraversa tre Paesi, una città che vive di trail per un’intera settimana e un pubblico stratosferico che trasforma ogni ristoro in una stazione di ricarica dell’entusiasmo. Insomma, la “finale mondiale” del trail running, con tutto ciò che comporta, anche quest’anno è stata un vero spettacolo!
ASICS: la doppietta che vale triplo
Il comunicato di ASICS è chiaro: doppietta nella gara regina e, più in generale, una settimana di risultati grandiosi in tutte le distanze, rappresentano un grande traguardo per la casa giapponese che da anni sta investendo moltissimo per dare opportunità ai nuovi talenti in questa disciplina meravigliosa. Evans corona un percorso di crescita importante che lo riposiziona tra i riferimenti assoluti della specialità. Dhiman, a sua volta, conferma una stagione di livello, dopo vittorie pesanti e un’identità agonistica ormai “da Major” del trail. Dettaglio non trascurabile: entrambi hanno corso con un prototipo di scarpa “pinnacle speed” che il brand rilascerà il prossimo anno—a rimarcare quanto le scelte di prodotto, in montagna, possano fare la differenza quando la quota, il freddo, pioggia e neve e le ore al buio alla fine inevitabilmente ti presentano il conto, spesso salatissimo…

Josh Wade (The North Face): sostanza, continuità, terzo posto
Il terzo gradino profuma invece della flora alpina di The North Face e della grande continuità di Josh Wade che ha chiuso in 20:05:06, primo podio UTMB della carriera, dopo stagioni in cui lo avevamo visto crescere, vincere e, soprattutto, imparare. Dopo molte ore e lunghi momenti di sofferenza, l’atleta britannico ha lottato per mantenere la sua posizione riuscendo alla fine a portare a casa un ambito posto sul podio.
Nel post-gara Josh dice: «Mi sono sentito bene dall’inizio alla fine, è stata la gara dei sogni. Una di quelle in cui tutte le stelle si allineano, e questo è ciò che accade».
In gara ha indossato la nuova Summit VECTIV™ Pro 3, il modello da competizione più avanzato del marchio, colorando il grigio scenario di questa edizione con la collezione FLORA ALPINA.
Che cosa resta (oltre al freddo nelle ossa) di questa competizione incredibile
Al netto dei tempi, questa edizione consegna tre messaggi abbastanza nitidi.
Primo, l’UTMB continua a premiare chi sa correre forte sulle salite “corribili” e scendere senza sprechi d’energia: la velocità “di fondo” è ormai imprescindibile.
Secondo, la gestione dei micro-eventi di gara (meteo, alimentazione, strappi nervosi) è tanto decisiva quanto i lunghi fatti in allenamento.
Terzo, il materiale alla fine conta: non perché “fa vincere”, ma perché, nei momenti in cui è fondamentale che faccia il proprio lavoro, evita di farti crollare. E quando il vento, la pioggia e la neve ti si rompono in faccia, la differenza tra restare in gara ed evaporare in una crisi può stare anche in tutti quei dettagli che per noi profani sono belle “fighetterie” mentre per gli atleti sono una manna dal cielo… anzi dai laboratori di ricerca e sviluppo dei brand!
LO SAPEVI CHE…
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La colonna sonora: la partenza dell’UTMB è tradizionalmente accompagnata da Conquest of Paradise di Vangelis; negli ultimi anni è diventata un simbolo della gara quanto l’arco blu in Place du Triangle de l’Amitié. (Se ti viene la pelle d’oca, sei in buona compagnia.) Tuttavia negli ultimi anni si è generata un po’ di polemica intorno a questa cosa, a nostro avviso comunque di poco conto vista la grandezza dell’impresa!
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Tre Paesi, una storia: l’UTMB nasce nel 2003 da un’idea semplice e folle—“facciamo il giro del Monte Bianco in una tirata sola”—e oggi convoca migliaia di runner da tutto il mondo in un festival lungo una settimana. Della serie quando le scampagnate con gli amici le organizzano gli ultra atleti…

Il finale del Podista
Evans ci ha dato la dimostrazione che, se impari a perdere bene, prima o poi vinci meglio. Dhiman ha ricordato che la regolarità non è noiosa: è la cosa più rock che ci sia dopo dodici ore di pioggia. Wade ha portato sul podio un’idea di trail fatta di lavoro quotidiano e scelte precise, cose da non sottovalutare mai soprattutto se ti devi fare 176 km con 9.900 di dislivello positivo…
E noi? Continuiamo a tifare per chi corre con la testa accesa e le gambe ancora più sveglie. Se poi l’ennesimo campanaccio ti rimbomberà nella memoria anche nei prossimi mesi, sappi che è normale: certe gare, è proprio vero, non finiscono quando tagli il traguardo.
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